Spararsi sui Piedi da Soli

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Nei giorni scorsi ho viaggiato tra Francia, Germania, Olanda e Belgio per lavoro. Nonostante avessi appuntamenti abbastanza fitti in citta’ diverse, sono riuscito ad evitare di prendere aerei, mezzo piu’ costoso ed a volte anche piu’ dispendioso in termini di tempo tenendo conto che molti aeroporti sono lontani dal centro delle citta’ e le operazioni di check-in sempre piu’ difficili.

 

Me la sono cavata invece benissimo con Thalys, TGV e ICE, tutti treni ad alta velocita’ che ormai collegano i quattro Paesi dell’ UE (cui si aggiunge Londra con i collegamenti superveloci da Parigi e Bruxelles) in una fitta ragnatela senza soluzione di continuita’. Ho quindi raggiunto tre risultati: ho risparmiato almeno 700 EUR tra costo dei biglietti e trasporti verso aeroporti, ho lavorato sul treno come se fossi in ufficio con ottima connessione internet, ho mangiato anche meglio di quanto offrono le compagnie aeree e alla fine (il che non guasta visto quello che sta succedendo al Polo Nord) ho anche ridotto parecchio le emissioni di CO2 causate dai miei spostamenti. E, soprattutto, ho ottenuto ulteriore conferma di quanto dal punto di vista dei trasporti (e non solo) l’area che va da Monaco fino a Londra passando per Parigi, Francoforte, Amsterdam e Bruxelles sia ormai praticamente integrata come fosse un unico paese; il che da federalista europeo non puo’ che riempirmi di gioia.

Le cose sarebbero state molto diverse pero’ se da Milano avessi voluto raggiungere Parigi in treno o se avessi voluto usare questo stesso mezzo per tornare da Francoforte. Niente da fare, avrei perso due giorni in treno. 8-9 ore come minimo per Parigi, da 9 a 12 ore per Francoforte (e la frequenza dei treni e’ bassissima). Eppure, la distanza Milano-Francoforte e’ di circa 520 km. Quella Parigi-Francoforte e’ di poco superiore, ma ci si impiega meno di 4 ore in treno. Quando ero ragazzo negli anni ’80 viaggiavo spesso da Roma a Francoforte in treno, e ricordo con un diretto si impiegavano circa 17 ore. Non sono cambiate tanto le cose, a quanto sembra…

Qualcuno mi dira’, ci sono le Alpi, e’ difficile fare collegamenti ferroviari veloci tra il Nord Italia e quell’ Europa centro-occidentale con cui e’ gia’ economicamente integrato, ma con cui potrebbe e dovrebbe esserlo di piu’. Ma e’ proprio vero che e’ cosi’ difficile? Dico io, e’ stato fatto un tunnel addirittura sotto la Manica e da allora spostarsi da Brussels o da Parigi a Londra e’ una passeggiata… E la tratta Roma-Milano e’ passata da piu’ di 5 ore a 2 ore e 55 con i Frecciarossa, e di gallerie ce ne sono durante il tragitto…

ETR_500_Frecciarossa

Non e’ possibile che sia tecnicamente cosi’ difficile. E infatti i progetti gia’ esistono, e da un pezzo. Ovviamente c’e’ sempre qualcuno che ha da ridire (e spesso in maniera pure violenta): la famosa minoranza che confonde la parola “democrazia” con “anarchia” e difesa di qualsiasi cosa un individuo possa percepire come suo diritto o prerogativa, e chi se ne importa poi se questa difesa blocca un intero Paese ed impedisce a quella ragnatela che con se porta anche maggiore integrazione e opportunita’ economiche di estendersi verso l’Italia. E’ lo sport preferito in Italia, tra i campioni mondiali del “NIMBY” (Not in My Backyard): scaricare il barile su qualcun altro e poi lamentarsi della “mancanza di infrastrutture” . Eppure eravamo diversi fino a 30-40 anni fa. Abbiamo accettato piccoli sacrifici personali per assicurare lo sviluppo del Paese. Perche’ non ci si rende conto che su certi temi (le infrastrutture e i trasporti inclusi) o si sta al passo o si torna indietro e diventa impossible riguadagnare il tempo perduto?

Il potenziamento del trasporto passeggeri e merci su rotaia e la realizzazione di un elaborato network ferroviario europeo che comprenda anche l’Italia e’ uno degli obiettivi strategici per l’Europa e il PFE si battera’ anche per questo.

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International lawyer, political campaigner, convinced liberal and eurofederalist

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Pubblicato su Italian politics
4 comments on “Spararsi sui Piedi da Soli
  1. Mariarosaria ha detto:

    …dovremmo lavorare di più per portare l’Europa nella vita quotidiana dei cittadini…tu hai viaggiato per lavoro in giro per l’Europa e per me è lo stesso, quindi conosciamo le potenzialità di questi network, ma dovremmo sforzarci tutti per spiegare perché la vita quotidiana ha bisogno di essere ‘europeizzata’.
    La visone che si ha di Bruxelles e delle sue decisioni viene vista dai cittadini come un qualcosa di lontano, come qualcosa che viene calato dall’alto nelle nostre vite senza che nessuno abbia pensato alle conseguenze. Nella mia esperienza,invece, a Bruxelles ponderano parecchio…
    Facciamo qualcosa per spiegare che l’Europa è l’unica strada…

  2. Roberto Casalegno ha detto:

    Ogni riferimento ai No-TAV è puramente casuale, immagino 😉
    Concordo al 100%. Il problema è che se continuerà questa moda dii informarsi esclusivamente online su siti più o meno attendibili o tramite video di youtube, queste minoranze NIMBY continueranno ad avere sostegni più vasti nell’opinione pubblica. Questi sostegni, anche se -mi auguro- non maggioritari, costringeranno sempre qualsiasi governo ad andarci coi piedi di piombo e guanti di seta nel procedere con le grandi opere. In pratica condanneranno le opere infrastrutturali allo stallo permanente. La domanda a mio avviso è: come si puó fare per far capire alle persone l’importanza di tali opere, senza che pseudo economisti o ingengeri o geologi improvvisati distruggano tale lavoro con propaganda avversa basata su dati fasulli?

    • Roberto Casalegno ha detto:

      Chiedo scusa a Mariarosaria, ho visto solo ora il suo commento (scrivo con un cellulare). Mi è piaciuto molto, anche perchè -partendo da un angolo diverso- solleva alla fine il mio stesso punto: cosa si puó fare per sensibilizzare l’opinione pubblica? La semplice informazione non basta più, perchè per ogni blog informato e ragionato come questo ce ne sono decine che riportano dati fuorvianti, inesatti, scandalistici o faziosi e che -appellandosi ai sentimenti e non alle menti- smuovono le masse verso ostilità sempre maggiori a concetti utili come le reti infrastrutturali e a progetti meravigliosi come l’integrazione europea.

  3. Mariarosaria ha detto:

    Tu hai usato il termine giusto…informazione e non comunicazione! la differenza è che la seconda serve a fornire motivazioni per modificare i propri atteggiamenti e i propri comportamenti. La soluzione sta nel fare comunicazione sull’Europa e i suoi principi ma ampliando il pubblico di riferimento. Chi legge i vari blog per meccanismi che non starò qui ad analizzare finisce per selezionare sempre lo stesso tipo di oponione che quindi si si autoalimentano. La soluzione è ritornare fra la gente e avere un contatto diretto con loro. Ovviamente i media sono utili..ma vanno usati con competenza e soprattutto con onestà.

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