Immigrazione, commedia degli equivoci e foglie di fico

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(Immagine di Il Fatto Quotidiano)

Leggo che l’eurodeputata Barbara Spinelli, insieme ad altri deputati eletti con la Lista Tsipras, nonché eurodeputati eletti con il PD e il M5S ha richiesto alla Commissione di aprire una procedura di infrazione contro l’Italia per un’asserita violazione del “diritto europeo” e della “Carta dei diritti fondamentali” da parte del governo italiano.

La questione, come forse qualcuno sa, è legata ad una circolare del Ministero dell’Interno del settembre 2014 in cui si prevede che “i migranti irregolari che non si lasciano identificare commettono un crimine”. Quindi, la polizia ha il diritto di identificarli anche forzatamente, costringendoli a lasciare le impronte digitali e a fotografarli.

Come tutti ricorderanno, il problema dell’identificazione e’ fondamentale. Chi ha intenzione di richiedere asilo per ottenere un permesso di soggiorno non vuole farsi identificare appena giunto in Italia, proprio per evitare di essere costretti a richiedere asilo in Italia. Le regole europee (c.d. Dublino III) infatti prevedono che il richiedente asilo possa presentare domanda solo nel paese di prima accoglienza. Cioè nel primo paese UE in cui mette piede. Siccome molti dei migranti non hanno alcuna intenzione di restare in Italia, si rifiutano di farsi identificare e cercano di proseguire, magari fuggendo dai centri di accoglienza, verso la loro meta finale, di solito la Germania o l’Austria, Francia o Svezia, dove poi richiedono asilo.

Per questo, alcuni di questi paesi protestano contro l’Italia che “non identifica i migranti irregolari” (va anche notato che alcuni paesi europei accolgono già molti più rifugiati dell’Italia). L’Italia quindi provvede, dando alla polizia i poteri necessari per ottenere questa identificazione ed ecco lì che qualcuno dice che stiamo violando altre norme.

Ormai la commedia degli equivoci e le foglie di fico devono finire. Le frontiere italiane sono frontiere europee, l’immigrazione è un problema europeo, le regole sull’asilo vanno cambiate e adattate a questa nuova situazione: se un migrante ottiene asilo, lo ottiene per tutto il territorio UE e le frontiere vanno gestite da una guardia di frontiera europea, così non ci saranno più “procedure di infrazione” a carico di uno o due paesi. E le regole cambiano con la volontà politica, una volontà che può solo essere espressa dal maggior numero di partiti politici possibili e dal maggior numero di cittadini possibili, in tutta Europa. Non con le procedure di infrazione.

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International lawyer, political campaigner, convinced liberal and eurofederalist

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Pubblicato su International politics, Italian politics

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